Il posto che visiteremo oggi è fuori dal meccanismo frenetico che riempie le nostre giornate: la cucina dei monaci!
Appena si mette piede in un monastero si avverte subito l’atmosfera di calma, essenzialità e sacralità tramandata nella storia. Tutto questo si riflette in ogni parte del monastero: chiostri semplici ma particolarmente curati dove è difficile scovare anche solo un fiore appassito.
Pareti spoglie o con qualche affresco risalente ad epoche passate, alcuni neanche più ben visibili dalle quali risuonano canti e preghiere. Profumi di tradizione si fanno largo nelle cucine dei monasteri dove si uniscono prodotti locali e sapienza artigianale.
Proprio qui ci fermeremo.
Lo spazio è grande per sfamare molti, ma la percezione è quella di una cucina di casa, con pochi strumenti e tutto ben pulito e organizzato, pronta per accogliere la prossima preparazione.
Le ricette dei monaci.
Ricette tramandate da secoli che richiedono attenzione e cura al fine di accogliere i pellegrini. Basate su alimenti semplici: legumi, ortaggi, formaggi, uova e miele, coltivati e prodotti all’interno dello stesso monastero.
Il consumo di carni e pesce è limitato solamente a giorni di festa, questo perché vi è grande rispetto per il creato, che scaturisce dal guardare all’uomo come parte integrante della natura e come essere spirituale che ha dato vita a quelle regole religiose (pensiamo ad esempio alla regola di San Benedetto) dove si prescriveva la moderazione nel consumo di cibo e vino e dove la pratica del digiuno e dell’astinenza favorivano l’avvicinamento a Dio ma anche un benessere psicofisico e spirituale.

La cucina dei monaci e i sapori autentici.
Anche se non per un fatto religioso, questo tipo di pensiero è più vicino di quanto pensiamo al modo di fare cucina oggi, nonostante le sue radici abbiano origine nel Medioevo. Infatti, riscoprire i sapori autentici a partire da una cucina di base povera oggi risulta essere per molti l’unica apprezzabile.
Monaci e monache fondano la loro quotidianità su un modello di vita che, oltre a tener conto di vari momenti di preghiera, punta all’essenzialità, al lavoro manuale, al rispetto per la natura e alla condivisione con il mondo esterno. Elementi che caratterizzano, oggi come in passato, le loro ricette culinarie.
Ben inseriti nella modernità e consapevoli degli attuali cambiamenti comunicativi, riescono a far arrivare queste loro ricette nelle nostre case attraverso un uso intelligente e appropriato dei mezzi di comunicazione quali televisione o i diversi canali social.
La cultura monastica nei programmi televisivi.
Pensiamo ad alcuni programmi molto seguiti quale ad esempio quello dei tre monaci dell’abbazia benedettina di San Martino delle Scale in Sicilia, “Le ricette del Convento”, o quello delle quattro monache benedettine del convento di Sant’Anna in Abruzzo, “La cucina delle monache”.
Entrambi, nella semplicità hanno scelto di condividere e far conoscere ricette che, pur essendo povere, acquisiscono fascino, notorietà e ricchezza anche grazie ai loro racconti di aneddoti passati.
Ma non solo. Colgono in pieno il bisogno attuale di riscoperta di piatti e alimenti ormai travolti e sotterrati dall’industria del fastfood. Caratteristica fondamentale e loro punto di forza è insegnare la pazienza e il valore del tempo da dedicare ad un piatto, celebrandolo.
Ma di quali piatti stiamo parlando? Zuppa di farro e legumi, torta di mandorle, pasta e patate, gateau di Santa Chiara, la nocellata, birra e liquori alle erbe e molto altro.
Ecco perché vale la pena fermarsi e scoprire il piacere di degustare ma anche di ricreare tali pietanze per far riaffiorare in noi e riassaporare l’autenticità di ciò che la natura da sempre ci offre.
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